Alluce Valgo – descrizione generale

Alluce valgo

Il cardine di tale affezione è costituito dall’allontanamento della testa del primo metatarso dalle altre.
In conseguenza di ciò l’avampiede si allarga a ventaglio dando vita alla caratteristica protuberanza che caratterizza tale affezione.
Inoltre la base d’appoggio dell’alluce soprastante si sposta, provocando la deviazione del dito verso l’esterno.
Il primo metatarso e l’alluce non sono più allineati ma formano tra loro un angolo detto di valgismo da cui prende nome la deformità.
Le cause sono sicuramente genetiche.
In qualche porzione dei nostri cromosomi, non ancora decifrata, risiede l’informazione genetica responsabile di questa deformità.

Si può facilmente riscontrare infatti, come tutti i pazienti abbiano in famiglia un genitore o un nonno con la stessa deformità.

L’uso di scarpe strette come comunemente si crede, e’ sicuramente incompatibile ma non certamente responsabile di tale affezione, anzi al contrario, tenendo compresso l’arco anteriore potrebbe solo rallentare l’instaurarsi della deformità, che si caratterizza proprio per l’allargamento a ventaglio dell’arco anteriore, causato dall’allontanamento del primo metatarso dagli altri.
Cosi’ come il colore dei nostri occhi o la struttura delle nostre mani alla nascita e’ gia’ determinata, lo è la forma che il nostro piede e le nostre dita assumeranno nelle varie eta’ della nostra vita.

L’alluce valgo e’ pertanto una vera e propria variante anatomica del piede, cosi’ come il piede piatto o il piede cavo. LE CONSEGUENZE CLINICHE

Sono costituite sia da disturbi localizzati nell’area piede che da ripercussioni su tutto l’allineamento posturale.

Nel paziente affetto da alluce valgo il cardine della deformità e’ costituito dalla deviazione della testa del primo metatarso, che si sposta esternamente e contemporaneamente verso l’alto.
Conseguenze locali

degenerazione articolare e borsiteL’articolazione metatarso falangea si disallinea, trovandosi cosi’ a lavorare in modo asimmetrico e comportando l’usura delle componenti cartilaginee, la cui infiammazione e’ causa di dolore e degenerazione artrosica a tale livello.

La prominenza metatarsale urtando inoltre contro la calzatura la deforma provocando la formazione di fastidiose borsiti che impediscono l’uso di calzature normali.
metatarsalgie
Il sollevamento dorsale della testa del primo metatarso che in condizioni di normalita’ sopporta il doppio del carico rispetto alle altre teste metatarsali, provoca il sovvertimento strutturale dell’avampiede, creando un sovraccarico sul secondo e terzo metatarso con comparsa di dolore e callosita’ in sede plantare.

deformità e lussazione delle dita
La spinta dell’alluce contro le altre dita provoca con il tempo il loro incurvamento, fino ad arrivare alla cosiddetta deformazione a martello e alla loro deviazione laterale o dorsale che crea la perdita dei rapporti anatomici della base del dito con il metatarso corrispondente, fino alla lussazione completa.
CONSEGUENZE POSTURALI
Il primo metatarso spostandosi verso l’esterno del piede diviene anche ipermobile per il contemporaneo allungamento dei suoi legamenti.
Ad ogni passo quindi, sotto l’azione del carico si solleva verso l’alto, appiattendo l’arco longitudinale mediale e provocando la rotazione verso l’interno del piede (pronazione).

Questo movimento di pronazione si trasmette attraverso le articolazioni dell’arto inferiore a tutto l’apparato muscolo scheletrico, influenzando la postura, cioe’ l’allineamento dei vari segmenti corporei lungo la linea di gravita’.

Trascinato dalla torsione del piede l’arto inferiore ruota internamente, provocando attraverso i legamenti dell’anca l’inclinazione in avanti del bacino, che a sua volta modifica la curvatura dela colonna aumentando la curva lombare (iperlordosi).Questo assetto posturale crea delle incongruenze articolari, dando vita a delle manifestazioni cliniche che caratterizzano i pazienti affetti da alluce valgo.

Si può infatti parlare di una vera e propria “sindrome posturale da alluce valgo” che si caratterizza da:

– tendenza al valgismo delle ginocchia con dolore della faccetta rotulea interna del ginocchio;

– Rigidità delle anche con limitazione della loro rotazione interna;

– Accentuazione della curva lombare con presenza di lombalgia cronica.

Dr. Giorgio Cassiani - Chirurgo Ortopedico